uno scrivano gli legge una lettera di Leonardo in cui l'artista propone al signore di Milano le sue rivoluzionarie macchine da guerra e vanta le sue capacità artistiche ed architettoniche
Ludovico si alza ed esce dalla stanza
chiama Leonardo che stava attendendo fuori e lo fa entrare
Leonardo si inchina davanti al signore di Milano
entra una giovane donna con un cagnolino in braccio, Cecilia
il narratore, Giulio Bosetti, interviene spiegando che si tratta di Cecilia Galerani di 16 anni che è la favorita di Ludovico Il Moro
Cecilia è una ragazza molto colta
tra lei e Leonardo nascerà una delicata amicizia
Cecilia parla con Ludovico e poi esce sorridendo dalla stanza
Ludovico licenzia Leonardo con una pacca sullo stomaco
detta una lettera al suo segretario indirizzata al re di Francia
il narratore delinea la figura di Ludovico il Moro, uomo rozzo e astuto che regge il ducato al posto del nipote Gian Galeazzo Sforza
Bosetti parla dei primi anni, non facili, di Leonardo a Milano
barconi sui Navigli
gente per le vie della Milano quattrocentesca
bozzoli di seta
mulini e telai alimentati dalla fitta rete di canali
una industria tessile, fiorentissima nella Milano dell'epoca che impiegava ben sessantamila operai tessili
la filatura dei bozzoli
Leonardo in giro per la città
si ferma ad osservare la grande ruota di un mulino
l'acqua dei Navigli che scorre
canali che intersecano la pianura nei dintorni di Milano
la pianura padana con i filari di pioppi
foglie che cadono dagli alberi
canne mosse dalla brezza
nebbia
Bosetti davanti ad uno dei tanti canali che irrigano la pianura padana
parla del paesaggio lombardo in relazione alla pittura di Leonardo che si fermerà per vent'anni a Milano
ragazze lombarde in giro per le vie di Milano
Leonardo osserva pensoso i volti delle giovani milanesi
un giovane, Ambrogio De Predis, chiama a gran voce Leonardo e lo ferma comunicandogli che la Confraternita della Concezione ha intenzione di commissionargli una pala per la chiesa di San Francesco grande con la raffigurazione di una Madonna
il quadro della Vergine delle Rocce [che si trova al Louvre]
il narratore davanti al quadro ne illustra le caratteristiche
questo dipinto decretò il successo di Leonardo e gli spalancò le porte della corte
Leonardo nel suo studio a corte mentre fa il ritratto di Cecilia Gallerani con un ermellino in braccio
la ragazza durante una pausa si fa portare il suo cagnolino che si tiene in braccio
il poeta Bellincioni legge un sonetto
il cagnolino sfugge dalle braccia di donna Cecilia e scappa
subito le altre donne si mettono a rincorrerlo
Cecilia ordina a Bellincioni di rincorrere anche lui il cagnetto
tutti corrono dietro alla bestiola
Leonardo e Cecilia conversano
Leonardo parla delle differenze tra pittura e scultura
batte le mani ed entra un giovane che spinge una macchina musicale
rientrano le donne ed il poeta portando il cagnolino
si femano stupiti ad osservare la strana macchina costruita da Leonardo che attraverso congegni meccanici produce musica
Ludovico il Moro entra a sua volta ad ammirare la macchina
Ludovico si avvicina per vedere il ritratto e lo contempla estasiato
Bosetti interviene ed illustra la vita di Leonardo a corte
Leonardo e il Moro conversano
Leonardo gli mostra alcuni suoi disegni
mostra alcuni indovinelli disegnati in cui si cimenta Ludovico
Cecilia si fa dire la soluzione da Leonardo e la dice al Moro suscitando la sua ilarità
gli mostra poi il bozzetto di un monumento di bronzo in onore del padre di Ludovico ma questi rifiuta di prendere in considerazione l'idea e risponde bruscamente
Leonardo propone altri indovinelli per il divertimento della piccola corte
Ludovico non riesce ad indovinarne uno e Leonardo gli scrive di nascosto la soluzione
Ludovico fa finta di avere indovinato
tutti ridono
il narratore parla della vita delle corti quattrocentesche, in particolare della corte di Milano, e della vita di Leonardo presso questa corte
è notte e Leonardo scende la scala che lo porta nei sotterranei del castello per compiervi i suoi studi di anatomia
un uomo gli porta un cadavere
un altro cadavere già deposto su un tavolaccio
il servitore poggia il corpo in un angolo della stanza dove giacciono già altri corpi
Leonardo osserva il corpo
prepara i ferri sul tavolo e si avvicina al corpo per sezionarlo
disegni e note degli studi anatomici di Leonardo
Leonardo con un bisturi comincia ad incidere il cadavere
Leonardo nel suo studio mentre esamina il problema della stereoscopia
ossevando un congegno da lui costruito si tappa con la mano prima un occhio e poi l'altro
si osserva attentamente un occhio ad uno specchietto
chiama un aiutante ed osserva i suoi occhi al variare della luce aprendo e chiudendo gli scuri di una finestra
disegni leonardeschi sull'occhio
Leonardo ha difficoltà a procedere con gli studi anatomici sull'occhio data la natura molle dell'organo
nel suo studio sguscia delle uova, mette gli occhi estratti dai cadaveri in un pentolino che contiene gli albumi e cuoce il tutto
in questo modo ottiene un insieme compatto che può sezionare
taglia con molta attenzione l'albume intorno all'occhio
Leonardo intento agli studi sulla luce
disegni e note sulle modalità di propagazione della luce
Leonardo rientra all'alba nella sua abitazione dai suoi studi di anatomia
bevendo qualcosa esamina gli appunti presi e che tiene in una cartella
vicino al ritratto di Cecilia trova un appunto di mano della donna che gli comunica che Ludovico ha deciso di far fare il monumento equestre in onore del padre Francesco Sforza
Leonardo si sdraia sul letto
Bosetti spiega la genesi della richiesta del Moro
dopo pochi minuti di riposo Leonardo si alza di scatto e si mette allo scrittorio per gli schizzi del cavallo
bozzetti del cavallo
schizzi per la costruzione del tiburio del Duomo di Milano
Leonardo viene occupato dal Moro nella costruzione di apparecchiature ed addobbi per la grande Festa del Paradiso in occasione delle nozze del nipote Gian Galeazzo con Isabella d'Aragona
Leonardo sotto il palcoscenico con una fiaccola in mano dirige gli operai che mettono in movimento un grande congegno meccanico che muove sul palco una grandiosa rappresentazione cosmologica, l'allegoria del Paradiso, con pianeti e costellazioni e un anello rotante con in cima delle fanciulle vestite da angeli
il tutto si muove seguendo il ritmo della musica
tutta la corte applaude estasiata alla vista di questo congegno
le grandi ruote dentellate della macchina sotto il palco
il Moro si mostra entusiasta della realizzazione
nel palcoscenico le tre Grazie danzano e cantano
la giovane Isabella apprezza moltissimo lo spettacolo
di sotto si prepara il dio sole
Leonardo lo aiuta ad indossare il costume
delle macchine preparano il vapore che irrompe sulla scena
attraverso dei congegni Leonardo fa comparire fiamme sulla scena
tutti gli spettatori fanno gesti di meraviglia e di paura
il sole compare sulla scena a bordo del suo carro tra l'entusiasmo dei presenti
di questa festa ci sono le descrizioni dei contemporanei ma non disegni di Leonardo
Castello sforzesco, sala delle asse
Leonardo e i suoi aiutanti stanno affrescando il soffitto
l'ambasciatore fiorentino entra e fa leggere a Leonardo una lettera del Moro indirizzata a Lorenzo il Magnifico che contiene la richiesta di uno scultore in grado di terminare il monumento equestre a Francesco Sforza che Leonardo secondo lui non è in grado di terminare
Leonardo reagisce con ira al sentire il tenore della lettera
richiama il suo aiutante e decide di andarsene
il narratore interviene e spiega che Leonardo di fatto non se ne andò da Milano e ricominciò a lavorare al cavallo
Leonardo venne poi incaricato da Ludovico di allestire nuovi spettacoli di corte in occasione delle sue nozze con Beatrice d'Este
Leonardo dà istruzioni ai suoi aiutanti per la preparazione degli intrattenimenti per le nozze
nello studio si trova anche un bambino, Salay, che mette disordine tra le cose del maestro
donna Cecilia entra nello studio di Leonardo il quale si interrompe subito e si avvicina a lei
Cecilia è in partenza e saluta Leonardo cui comunica che si sposerà con il vecchio conte Bergamin
se ne va accompagnata dalla sua damigella
il 17 gennaio 1491 avvengono le nozze tra il Moro e Beatrice d'Este che ha compiuto sedici anni
i grandi festeggiamenti per le nozze in occasione delle quali si svolge una grande giostra
Bosetti legge la descrizione della giostra fatta la Eleonora d'Este in una lettera inviata al marito Ercole duca di Ferrara
Leonardo presiede ai preparativi nella dimora di ser Galeazzo Sanseverino
controlla i costumi
il bambino Salay prende una sacchetta di denaro appartenente a uno degli staffieri
lo staffiere se ne accorge e ne pretende la restituzione
il bambino nega ma interviene Leonardo che lo prende e lo mette a testa in giù facendo cadere il denaro rubato
il bambino sta nella abitazione di Leonardo e lo aiuta
Leonardo annota il fatto che il bambino è andato a stare con lui e annota tutte le sue marachelle
il bambino e Leonardo parlano
Leonardo annota con grande precisione tutte le spese sostenute per il ragazzo
il narratore spiega che il ragazzo si chiama Giacomo Caprotti ed è figlio di un contadino, soprannominato da Leonardo Salay, che è il nome di uno dei diavoli che si incontrano nel Morgante Maggiore di Pulci
Leonardo annota ironicamente tutte le malefatte del ragazzo
il ragazzo posa per Leonardo
Bosetti interviene a mostrare come nel 1493 venga messo in mostra il modello di gesso del monumentale cavallo di Francesco Sforza
modellino in cera del cavallo presso una collezione privata
vengono lette le lodi in versi e in prosa dei contemporanei che videro il monumento
Bosetti legge il commento del Vasari
officina in cui sono al lavoro gli operai per la fusione del bronzo per il cavallo
Sangallo e il frate Luca Pacioli (un illustre matematico) vanno nell'officina di Leonardo per vedere il procedere dei lavori
l'alambicco a camera doppia inventato da Leonardo
Ludovico il Moro mentre dirige operazioni di guerra contro i francesi che premono ai confini del ducato
il Moro è diventato finalmente duca di Milano alla morte del nipote Gian Galeazzo Visconti
il Moro è intento a opere di fortificazione e alla costruzione di cannoni
Ludovico parla con il suo segretario
Leonardo scrive nella sua abitazione, è il 16 luglio 1493, e per la prima volta parla di una donna di nome Caterina
Bosetti si interroga su chi sia questa Caterina (forse la madre)
Caterina arriva nello studio di Leonardo
i due conversano e poi se ne vanno
Bosetti parla di una annotazione in cui si descrivono le minuziosamente le spese per il funerale di Caterina
il corpo della donna composto nel letto
Leonardo appare sconvolto
la salma viene portata via da quattro uomini incappucciati