Leonardo e Salay cavalcano nelle colline intorno a Firenze
è la primavera dell'anno 1501
ad un tratto Leonardo si ferma ed indica la città a Salay
i tre cavalieri entrano a Firenze
chiesa di San Marco in cui Savonarola predica con toni apocalittici
fiorentini durante una processione notturna con fiaccole
grande falò al centro di una piazza
i fiorentini gettano nel rogo opere d'arte e oggetti preziosi nell'ansia purificatrice ispirata dal Savonarola
Bosetti davanti ad un quadro popolare dell'epoca che rappresenta la morte del Savonarola
parla della vita dell'epoca a Firenze
il giovane Michelangelo al lavoro con i suoi aiutanti in una chiesa
Leonardo e i suoi amici passano a cavallo per le vie di Firenze
un aiutante di Michelangelo lo vede e lo dileggia
grande blocco di marmo davanti a S. Maria del Fiore
sia Michelangelo che Leonardo ne hanno fatto richiesta alla Signoria per scolpirvi una statua
Leonardo prende le misure del blocco e le detta a Salay
da dietro il blocco arriva Michelangelo con un suo aiutante
sale sopra il marmo
contesta a Leonardo di avere scritto che il pittore è molto superiore allo scultore e lo prende in giro
Leonardo prende la barra di metallo usata per misurare il marmo e la piega senza grande sforzo
quindi la lancia a Michelangelo e lo sfida a raddrizzarla
Michelangelo risponde con una battura e se ne va sprezzante
i due artisti furono sempre rivali
il narratore interviene e spiega che la signoria assegnò il blocco di marmo a Michelangelo (che ne fece il Davide) e Leonardo accettò di fare una S.Anna con la vergine e il bambino per i frati de' Servi
i frati nel chiostro vanno incontro a Leonardo per esaminare il cartone dell'opera
contemplano estasiati il disegno
il priore fa allontanare i frati e fa aprire il portone del monastero per lasciar entrare la gente accorsa a vedere l'opera
Bosetti legge quello che dice il Vasari in proposito
anche Michelangelo si reca a vedere il cartone
Bosetti spiega che Leonardo non dipinse mai il quadro (il cartone è conservato alla National Gallery di Londra)
Leonardo lascia Firenze per la Romagna per mettere al servizio di Cesare Borgia la sua arte militare
pianta della città fortificata di Imola disegnata da Leonardo nell'ottobre del 1502
Cesare Borgia con una lettera patente datata 18 agosto 1502 nomina Leonardo ingegnere capo di tutti i suoi castelli e le sue fortezze
Cesare Borgia in uno dei suoi castelli
un suo aiutante legge la lettera a Leonardo che si inchina brevemente al Valentino
Borgia appone poi il suo sigillo sulla lettera e la porge quindi a Leonardo
mentre i due parlano si sentono le urla di un uomo che viene torturato
due guardie lo buttano sanguinante giù per le scale
altre lo prendono e lo portano nei sotterranei del castello
Leonardo finge di non sentire e continua ad ascoltare Cesare Borgia che gli ordina di visitare tutti i suoi possedimenti e di eseguire le opere di fortificazione che riterrà necessarie
il narratore commenta la strana collaborazione tra Leonardo e il Valentino e fa alcune considerazioni sul carattere di Leonardo
mostra disegni di macchine militari e di armi sottolineandone le strabilianti intuizioni
disegni ed appunti leonardeschi che mostrano in che modo egli affrontasse il problema della fortificazione e della difesa
dopo circa un anno in maniera improvvisa Leonardo abbandona Cesare Borgia
nella primavera del 1503 Leonardo ritorna a Firenze
Leonardo si reca al Banco dell'Ospedale di Santa Maria Nuova dove ritira cinquanta ducati dei suoi risparmi
il David di Michelangelo ormai compiuto
seduta a Palazzo Vecchio in cui viene decisa la collocazione della statua cui partecipano Perugino, Botticelli, Sangallo e Leonardo che sostiene che la statua debba stare in un luogo coperto
Pier Soderini, gonfaloniere della repubblica, cerca di moderare i termini della discussione
all'animata discussione interviene Michelangelo che sostiene che la sua statua deve stare davanti a Palazzo Vecchio
continua la rivalità tra Leonardo e Michelangelo
Leonardo con i suoi amici passeggia per le vie di Firenze
nei pressi di Santa Trinita viene fermato da alcuni uomini seduti davanti ad una piccola osteria che lo pregano di commentare un passo di Dante
Leonardo si schermisce poichè è un passo molto difficile
arriva anche Michelangelo e Leonardo lo invita a commentare lui il passo di Dante
Michelangelo risponde sprezzantemente e fa dei riferimenti ironici alle opere non compiute di Leonardo
Salay rincorre Michelangelo insultandolo, ma Leonardo lo frena
Pier Soderini a Palazzo Vecchio dà a Leonardo l'incarico di affrescare una parete della nuova sala del consiglio appena ultimata con la scena della battaglia di Anghiari (in cui i fiorentini sconfissero i milanesi)
Leonardo accetta e manda Salay a prendere il necessario per le misure
Salay, uscendo dalla sala, sente Pier Soderini e gli altri dire che l'altro muro della sala sarà affrescato da Michelangelo
nel frattempo un frate ha raggiunto Leonardo per portargli i saluti della marchesa di Mantova Isabella d'Este
Salay interrompe bruscamente la conversazione e comunica a Leonardo la notizia che ha appena appreso
Leonardo fa finta di niente e continua a conversare con il frate che gli porta la richiesta di Isabella di avere un suo dipinto
Bosetti nel chiostro di Santa Maria Novella parla dell'organizzazione del lavoro di Leonardo che prepara il cartone dell'opera a grandezza naturale
Leonardo si documenta sulla battaglia, avvenuta sessant'anni prima, interrogando anche i vecchi che vi avevano partecipato
i vecchi raccontano la battaglia mentre Leonardo prende appunti
schizzi di Leonardo per la tela della battaglia
Leonardo a cavallo nella campagna intorno a Firenze osserva il volo di un falco
Bosetti illustra gli studi di Leonardo sul volo umano
Leonardo mentre scrive gli appunti sul volo
alzando una falsa parete entra in una stanza segreta dove sta portando avanti la costruzione di ali battenti che possano far volare l'uomo
osserva le grandi ali meccaniche sospese in alto
azionando una leva le fa abbassare e ci si mette sotto
sogna di compiere il primo volo tra lo stupore e la meraviglia della gente
uno dei suoi aiutanti si sveglia e lo vede accanto alle ali
Leonardo gli fa cenno di mantenere il segreto
esce dalla stanza e richiude la finta parete
annota sui suoi fogli il ricevimento di denaro da parte del priore di Santa Maria Novella
spegne le candele
osserva Salay addormentato nel suo letto
ne raccoglie i vestiti sparsi a terra e li mette a posto
nella sala del consiglio di Palazzo Vecchio il cartone della battaglia di Anghiari è già stato sistemato sul muro e Leonardo si accinge al dipinto in piedi su un ponteggio
la battaglia di Anghiari è andata perduta
la ricostruzione che ne fa Bosetti si basa sui disegni rimasti e sullo studio approfondito che ne hanno fatto i più insigni studiosi di Leonardo
Leonardo comincia a dipingere ma fuori si scatena una terribile tempesta che con la forza del vento distrugge le finestre del palazzo, straccia il cartone, fa cadere i vasi dei colori
uno degli aiutanti di Leonardo, Tommaso Masini, all'insaputa del maestro, sulla cima di una collina prova il meccanismo delle ali
prova a lanciarsi nella discesa
si lancia da un dirupo e vola
non riesce a controllare il meccanismo e precipita a terra schiantandosi
accorrono dei contadini
Tommaso è a terra agonizzante
il narratore dice che questo tentativo è probabilmente una leggenda
Leonardo comunque modifica le sue teorie sul volo e successivamente abbandona i suoi tentativi
nella sala di Palazzo Vecchio entra Salay con alcuni aiutanti che portano un braciere con del fuoco
Leonardo glielo fa portare sotto un piccolo affresco in un'altra parete e fa alimentare il fuoco
l'artista sta sperimentando nuove tecniche del colore e vuole provare a dipingere a olio sulla parete e farla poi asciugare subito con un forte calore
Salay seduto vicino al fuoco per controllare si appisola
Leonardo attende i risultati dell'esperimento
nella sala del consiglio su un cavalletto è montato un ritratto che Leonardo rifinisce con poche pennellate per volta
va a controllare lo stato del colore che si sta asciugando
sveglia contento Salay comunicandogli il buon esito dell'esperimento e dicendo che si tratta dell'antico modo di trattare il colore dei romani e di averne ritrovato la ricetta in Plinio
il procedimento viene esteso a tutta la grande parete della sala
la parte centrale dell'affresco già dipinto
entrano gli aiutanti portando bracieri con il fuoco per far asciugare il colore
Salay e Leonardo dirigono il lavoro
con un sistema di argano e carrucole i bracieri vengono innalzati all'altezza delle parti dipinte
in una parte del dipinto la cosa sembra funzionare bene ma la parte superiore rimasta fuori dal calore comincia invece a sciogliersi
in grande fretta gli operai cercano di spostare il calore delle fiamme
i bracieri vengono abbassati e viene aggiunta legna
vengono portati altri bracieri
si cerca di far arrivare il calore fino alle parti più alte
nonostante il grande impegno di tutti una parte dell'affresco si sta irrimediabilmente rovinando
Leonardo abbandona sconfitto la sala
torna il frate mandato da Isabella d'Este per sollecitare il dipinto di Leonardo ma si rende conto che non è il momento e si allontana
arriva Michelangelo con i suoi aiutanti che dileggiano l'uso dei bracieri
Michelangelo li tacita rendendosi conto dell'importanza dell'esperimento di Leonardo
questo episodio viene raccontato da un biografo contemporaneo di Leonardo e accennato dal Vasari
dopo ciò Leonardo abbandonò l'affresco
Bosetti commenta l'accaduto
mostra alcune copie esistenti dell'affresco
i disegni preparatori di Leonardo per il cartone
Leonardo stanco e pensoso nella sua abitazione
il quadro della Gioconda
Bosetti parla della Gioconda
Leonardo tenne questo quadro per sè e se lo portò sempre dietro nei successivi spostamenti
il fiume Adda dal quale Leonardo ha preso probabilmente spunto per il paesaggio di sfondo della Gioconda
Leonardo chiude la porta della stanza segreta in cui conserva la Gioconda
Perugino entra nella casa di Leonardo, i due si salutano con calore
Perugino gli presenta un giovane artista Raffaello da Urbino che vorrebbe vedere la Gioconda
Leonardo apre la finta parete che suscita lo stupore di Perugino e gli artisti entrano
Leonardo e Perugino parlano tra di loro mentre Raffaello contempla il quadro
Raffaello ha le lacrime agli occhi per la commozione
tutti escono dalla stanza
Leonardo comunica all'amico la sua intenzione di lasciare Firenze per Milano
il 1° giugno 1506 Leonardo lascia Firenze e riparte per Milano
mentre sta per passare la porta viene fermato dalle guardie e riportato indietro per ordine di Pier Soderini
Leonardo butta sprezzantemente dei fiorini d'oro sul tavolo davanti a Soderini pagando la cauzione per poter partire
Soderini gli dice che ha tre mesi di tempo per tornare e terminare l'affresco della battaglia d'Anghiari come da impegno assunto con la repubblica fiorentina
sulle scale di Palazzo Vecchio Leonardo viene fermato dal frate mandato dalla marchesa Isabella d'Este con la solita richiesta di una sua opera
Leonardo esce finalmente da Firenze
Leonardo e i suoi amici cavalcano nelle colline intorno a Firenze
passa a salutare il vecchio zio Francesco a Vinci
i due conversano poi Leonardo lascia allo zio un sacchetto di monete d'oro
Salay dorme appoggiato sul tavolo
tutti dormono, solo Leonardo sta sveglio a pensare