Leonardo si ferma davanti alla chiesa delle Grazie e lega il cavallo
i suoi fedeli compagni lo aspettano fuori
si reca subito a vedere lo stato del suo Cenacolo
entra nel refettorio e si guarda intorno
vede parecchi cavalletti con tele che riproducono la sua opera
ne prende in mano una e la osserva
ride di gusto
un giovane pittore è al lavoro su una di queste tele
è seduto su uno dei tavoli del refettorio
arriva un frate con una cesta di pane e lo scaccia, protestando per la situazione
Leonardo si avvicina ad una tela e la ritocca con un pennello
il giovane pittore lo riconosce e chiama un altro giovane artista
corre fuori gridando che è arrivato Leonardo
tutti i pittori che stavano nel chiostro rientrano di corsa e gli si fanno intorno
Leonardo viene ricevuto con grandi onori dal governatore francese di Milano dove scopre di essere considerato "il maestro" e che le sue opere hanno avuto grande successo
entra tra due ali di soldati schierati in suo onore
entra al cospetto di Carlo d'Amboise, maresciallo francese e governatore del ducato di Milano
Leonardo si inchina ma Carlo d'Amboise gli si avvicina e lo abbraccia onorato di incontrarlo
il narratore traccia il profilo del governatore, valoroso guerriero ma anche uomo raffinato e amante dell'arte, che accoglie Leonardo come un principe
Leonardo decide di restare a Milano ma dice che si può fermare solo per tre mesi perchè poi deve obbligatoriamente tornare a Firenze
Carlo ribatte che scriverà lui a Pier Soderini
Pier Soderini legge la lettera scritta dai francesi e detta la risposta nella quale si richiede l'immediato ritorno di Leonardo
sua maestà Luigi XII convoca alla sua presenza l'ambasciatore fiorentino Pandolfini nel castello reale di Blois
il re ordina a Pandolfini di riferire alla signoria che è suo desiderio che Leonardo resti a Milano finchè lui stesso si rechi nella città
il re suona un campanello e convoca il suo segretario a cui detta una sua lettera personale diretta alla signoria di Firenze in cui esprime i suoi desideri a proposito di Leonardo
la lettera viene letta a Pier Soderini che detta poi una risposta a Luigi XII rispondente ai suoi desideri
Leonardo trascorre gran parte del suo tempo a Vaprio d'Adda nella villa di Gerolamo Melzi, capitano delle milizie milanesi
Leonardo su una piccola barca condotta da Francesco Melzi, figlio di Gerolamo, osserva la luce e l'acqua intorno a lui
ad un tratto risuona uno sparo e Francesco dice che si tratta di Salay che è andato a caccia
uccelli si alzano in volo mentre i cani abbaiano
Salay pieno di entusiasmo per avere sparato raggiunge Leonardo e prosegue correndo esaltato insieme ai cacciatori
Bosetti traccia un profilo di Francesco Melzi e legge quello che di lui scrisse il Vasari che lo interrogò a lungo prima di scrivere la sua Vita di Leonardo
Francesco Melzi diverrà un allievo fedele di Leonardo che non abbandonerà più fino alla morte
risuona un altro sparo e un'anatra ferita cade in acqua
Salay arriva urlando e si getta in acqua per prenderla
Leonardo e Francesco si avvicinano per aiutarlo
Salay si aggrappa alla barca, scherzando spruzza Francesco e poi sale
Leonardo, Francesco, Salay e i cacciatori rientrano nel paese
Leonardo consulta dei suoi appunti poichè per incarico di Carlo d'Amboise deve studiare la possibilità di un canale navigabile tra il lago di Lecco e Milano
in questa occasione Leonardo inventa un rivoluzionario sistema successivo di chiuse anche se poi l'opera non sarà mai realizzata
Leonardo entra nella villa di Melzi e mostra a Francesco i suoi appunti insegnandogli il modo di leggerli
Leonardo nel suo studio milanese a San Babila
il tavolo è pieno di fogli che sta riordinando
Francesco è intento a disegnare
in un'altra stanza Salay è intento a sua volta ad un ritratto
strizza l'occhio alla modella
Leonardo continua nell'opera di riordino dei suoi appunti
nei fogli che sistema sono abbozzati i numerosi trattati che Leonardo aveva intenzione di scrivere ma che andranno dispersi dopo la sua morte
lavorando a queste carte Leonardo si rivolge spesso a Francesco e Salay se ne mostra un po' geloso
ad un tratto entra un aiutante di corsa che precede l'arrivo di Luigi XII con Carlo d'Amboise ed altri cortigiani
Salay si volta e si blocca di colpo al vedere il re e gli si inchina
Luigi XII arrivato a Milano il 24 maggio vuole subito conoscere Leonardo e, cosa inaudita per un re, si reca nel suo studio
arriva Leonardo che si inchina profondamente
il re lo rialza e lo abbraccia
il re ammira le opere nello studio
vede la tela della Gioconda e manifesta la volontà di portarsela in Francia ma Leonardo lo dissuade dicendo che non è ancora finita
porta quindi il re a vedere i progetti del canale
Bosetti parla della casa di Vinci che il vecchio zio Francesco morendo ha lasciato a Leonardo ma ci sono conflitti di eredità con i figli legittimi
Leonardo decide di partire per Firenze per cercare di risolvere la questione
Carlo d'Amboise consegna a Leonardo prima della partenza una lettera di suo pugno ed una del re indirizzate a Pier Soderini in cui lo si prega vivamente di aiutarlo in tutti modi a sistemare le sue faccende in modo da consentirgli di tornare quanto prima a Milano
Leonardo si congeda e parte
come dice il narratore le lettere procurarono a Leonardo solo calorose assicurazioni ma la cosa andava comunque per le lunghe
Leonardo a Firenze a palazzo vecchio in attesa della discussione della sua causa
Leonardo nella casa di Piero Libaccio Martelli che lo ospita durante il soggiorno fiorentino
prende un candeliere da un servitore e si accosta ad un tavolo per dettare una lettera a Salay
la lettera è indirizzata al cardinale Ippolito d'Este e riguarda le sue beghe giuridiche con i fratelli
Leonardo di nuovo nella sala di palazzo Vecchio nell'attesa di essere ricevuto da Pier Soderini
arriva un funzionario che gli comunica che il gonfaloniere non lo potrà ricevere neanche in quella giornata
Leonardo se ne va
sulle scale del palazzo incontra Nicolò Machiavelli che gli chiede notizie della causa e gli dà alcuni consigli per cercare di risolvere la cosa
seguendo i consigli di Machiavelli Leonardo comincia a girare per i vari uffici preposti alla causa ma anche questa tattica si rivela inutile
Bosetti legge la relazione sulla questione che Leonardo scrisse a Machiavelli
la causa non si fece mai e Leonardo tornò a Milano
Bosetti mostra dei disegni di Leonardo rappresentanti volti umani colti nelle loro caratteristiche più grottesche
legge alcuni passi della Prefazione ai quaderni di anatomia
parla della concezione urbanistica di Leonardo e ne mostra alcuni disegni
nel marzo 1511 muore Carlo d'Amboise
la salma composta del governatore vegliata dai suoi soldati
in seguito ad una guerra tra piccoli stati i francesi lasciano l'Italia
Leonardo trascorre i suoi giorni a Vaprio d'Adda ma dopo la sconfitta dei francesi è costretto a rimettersi in cammino e si prepara a partire con i suoi compagni
Salay incita tutti allegramente alla partenza
Leonardo è diretto a Roma dove Giuliano de' Medici, fratello del nuovo pontefice Leone X, gli ha offerto ospitalità e lavoro
questa volta con lui parte anche Francesco Melzi
il gruppetto parte per Roma, è il 24 di settembre 1513
il gruppetto cavalca nelle paludi pontine
insieme a loro c'è Giuliano de' Medici
Bosetti traccia il ritratto di Giuliano de' Medici, principe colto e raffinato
Giuliano pronuncia alcuni versi e parla poi della malsane paludi pontine
Leonardo si cimenta con il risanamento delle paludi
Bosetti mostra le geniali soluzioni inventate da Leonardo per il risanamento
i lavori furono iniziati e Giuliano finanziò l'impresa ma non furono mai portati a termine
a Roma Leonardo alloggia in Vaticano
nel periodo romano Leonardo studia e prepara un apparecchio che cerca con ogni mezzo di mantenere rigorosamente segreto
il maestro al lavoro nel suo studio con i suoi aiutanti
nello studio campeggia la Gioconda
Leonardo si avvia in una stanza in cima alle scale in cui attende ai suoi lavori segreti
arrivano due aiutanti tedeschi specializzati nella costruzione di specchi mastro Giorgio e mastro Giovanni degli Specchi
i due e Leonardo discutono animatamente
Leonardo si avvicina ai suoi allievi che stanno lavorando
ad un tratto sentono delle voci dietro una porta chiusa
Leonardo riesce ad aprirla e vede che il laboratorio dei due maestri di specchi è stato da loro trasformato in luogo di commercio
Leonardo si inquieta molto e ordina di sgomberare
i due mastri sono a loro volta molto arrabbiati
Leonardo scende di notte nella camera mortuaria di un ospedale accompagnato da un aiutante
a terra è steso il cadavere di una donna
il narratore spiega come Leonardo abbia ripreso con grande fervore i suoi studi di anatomia e legge alcuni suoi scritti in proposito
il corpo viene preso e posto sopra un rozzo tavolo di pietra
arrivano alcune guardie papali che gli vietano l'accesso alla camera mortuaria da quel momento in poi
Leonardo si rivolge all'Intendente generale che ha dato l'ordine ma costui è irremovibile poichè l'ordine viene dall'alto e contro di lui è stata presentata una denuncia per arti magiche e negromanzia dal suo aiutante tedesco
Leonardo è costretto a rinunciare
Leonardo nel suo studio scrive in proposito a Giuliano de' Medici
con una candela si avvia nella stanza in cima alle scale in cui sta portando avanti il suo lavoro
Bosetti cerca di ricostruire quale fosse l'apparecchio al quale stava lavorando Leonardo e ipotizza che egli stesse cercando di costruire un grande telescopio a riflessione
Leonardo esamina la sua costruzione e poi esce dalla stanza
passa per i vari locali della sua abitazione e si siede stanco a meditare
Bosetti parla della vita di Leonardo a Roma, città che egli non ama e che a sua volta non lo ama
Francesco gli si avvicina e cerca di confortarlo
Bosetti parla della vita romana di Salay
Salay rientra in casa a notte fonda e ubriaco
si siede davanti ad un dipinto coperto da un telo e lo sbircia
entra Francesco e i due parlano del quadro
Salay entra barcollando nella sua stanza
Bosetti illustra le opere dipinte da Leonardo nel periodo romano
disegni di una Leda che non ci è pervenuta
alla corte papale Raffaello, sempre amico e ammiratore di Leonardo, presenta a Leone X e alla sua corte La pesca miracolosa, uno dei cartoni destinati agli arazzi della Cappella Sistina
il papa si sofferma davanti all'opera
parla poi di Leonardo in tono ironico e Raffaello difende apertamente il maestro
scene della battaglia tra francesi e milanesi a Melegnano nel settembre del 1515
Francesco I, ventenne re dei francesi, colto e coraggioso, scende in Italia e sconfigge le truppe milanesi
il re cavalca sul luogo della battaglia
Leone X si reca a Bologna per incontrare Francesco I portandosi al seguito tutti gli artisti della sua corte tra cui Leonardo
in una chiesa bolognese dalle due navate laterali arrivano contemporaneamente il papa e il re di Francia ognuno con il suo seguito
le due personlità si incontrano nella navata centrale e la percorrono sotto braccio
Francesco I si avvicina al seguito papale e saluta personalmente e con parole di elogio Leonardo e lo invita in Francia
Leonardo seduto davanti al camino nella sua residenza francese trae alcune note da un mandolino e canta
entra una domestica che lo ascolta sorridendo
Francesco sta dipingendo davanti al cavalletto
Bosetti dice come Leonardo dal 1516 viva in Francia in un paese dell'Amboise seguito dal fedelissimo Francesco Melzi mentre Salay è rimasto in Italia
Francesco I ha offerto a Leonardo una rendita principesca e lo considera un amico
Bosetti parla della vita di Leonardo in Francia
legge alcuni passi di Benvenuto Cellini
in Francia Leonardo continua i suoi studi di ingegneria
Leonardo si avvicina ad un dipinto e gli dà alcune pennellate
cammina sulla riva della Loira insieme a Francesco e per la campagna circostante
nel suo studio scrive degli appunti in data 24 giugno 1518
Bosetti legge alcune riflessioni di Leonardo sulla fine della vita
mostra alcuni dei suoi ultimi disegni e legge alcuni dei suoi ultimi scritti
entra Francesco con una candela in mano
vede Leonardo fuori sulla terrazza e subito gli va a portare un mantello Leonardo nel suo studio riceve il cardinale d'Aragona e e gli mostra tutti i suoi appunti e gli ultimi quadri
tiene la mano destra ferma poichè è stato colpito da una paralisi
il segretario del cardinale Antonio de Beatis segue la visita e scrive degli appunti
Bosetti legge questi appunti che sono una importante testimonianza sugli ultimi giorni di Leonardo
Leonardo malato sta seduto su una poltrona davanti al fuoco con una coperta di pelliccia sulle gambe, è il 23 aprile del 1519
con lui ci sono alcuni frati
un segretario legge il testamento di Leonardo
è sera e Francesco accende le candele e le fa distribuire nella casa
ne prende una egli stesso e la poggia sulla scrivania vicino alla quale siede Leonardo
i due conversano
Leonardo si alza e va a coricarsi
il 2 maggio 1519 Leonardo muore
Bosetti parla dell'evento e legge la lettera che Francesco scrisse per l'occasione ai fratelli di Leonardo
le sue opere e anche le sue ossa andranno disperse
la chiesa di San Fiorentino in cui sono sepolte le ossa di Leonardo viene devastata dagli ugonotti
la sua tomba viene spaccata
al tempo delle rivoluzione francese la tomba viene definitivamente distrutta e le sue ossa buttate in una fossa comune