Dall'Opera Omnia di Benito Mussolini Discorso pronunciato a Roma, allo Stadio del PNF, la mattina del 24 maggio 1929, davanti a circa quindicimila fascisti universitari convenuti nella capitale in occazione del quindicesimo annuale dell'intervento. "Libro e Moschetto" Goliardi fascisti ! Non è senza significato profondo che il Partito vi ha convocato a Roma in questo giorno. IL 24 maggio non è soltanto la data che ricorda la nostra dichiarazione di guerra, ma è anche, e vorrei aggiungere soprattutto, la data che segna il compimento vittorioso della prima fase della rivoluzione fascista (applausi). Perchè il 24 maggio del 1915 si snudasse la spada e si dichiarasse la guerra all'Austria, fu necessario convocare il popolo nelle piazze, tenere occupate le piazze durante una settimana e porre alle pavide classi dirigenti del tempo terribile dilemma: "O guerra o rivoluzione". Molti di voi in quei giorni erano nella fase dell'adolescenza, ma io credo che qualche ricordo è nel vostro spirito di quelle che furono chiamate, e così rimarranno nella storia, le radiose giornate del maggio 1915. La seconda fase della rivoluzione fu la conseguenza della conclusione vittoriosa della guerra. La marcia su Roma del 28 ottobre 1922 è strettamente legata con gli avvenimenti del 1915. Camerati goliardi ! Questa dunque è una grande giornata, che evoca nelle nostre anime ricordi incancellabili. Siete venuti da tutte le città d'Italia, dalle Alpi alla Sicilia, alla Sardegna, in questa nostra Roma, che diventa sempre più ardente della intera nazione. Siete venuti da tutte le Università, da quelle gloriose, onuste di parecchi secoli di gloria, a quelle che il regime fascista ha creato per dimostrare che la gioventù degli Atenei è unanime col fascismo. Nelle vostre Università, durante tutti i secoli, è stata accesa la fiaccola dello spirito e della conquista spirituale. Nell'epoca del Risorgimento, dalle aule universitarie sono partiti i battaglioni di volontari. Nel 1915, ancora una volta, le Università si vuotarono, e gli studenti in grigioverde si ammassarono al confine iniquo che si doveva oltrepassare. (acclamazioni prolungate e ripetute, berretti e moschetti agitati nell'aria) Per questo accanto al libro sul quale voi dovete curvare la fronte e l'ingegno, ho voluto aggiungere il moschetto, l'arma che difende la patria e la rivoluzione delle camicie nere (la manifestazione di entusiasmo si fa anche più intensa, l'immenso Stadio è tutto in tumulto) Tornate alle vostre città, alle vostre sedi universitarie. Sono certo che serberete un ricordo imperituro di questa vostra grande giornata romana. Goliardi fascisti ! In alto i moschetti, in alto i gagliardetti. Viva l'Italia ! Viva il fascismo ! (il duce deve sostare qualche minuto sul podio per rispondere col saluto romano alle acclamazioni continuamente rinnovate degli studenti).